IL MIO METODO

IL MIO METODO

Più passa il tempo e più credo che sia molto complicato insegnare una qualsiasi disciplina ,sportiva e non, quando si ha a che fare con persone molto diverse tra loro: per questo motivo oggi voglio parlarvi del mio metodo di insegnamento.

Può capitare infatti che nell’arco di una giornata io mi possa trovare a contatto con tante varietà di allievi: il bambino di 12 anni istintivo e flessibile, la signora che gioca tranquilla le sue nove buche, il giovane agonista super competitivo che sogna, tra un colpo e l’altro, di giocare sui green dei circuiti europei.

Ciò che mi affascina, per me come coach, è che per ognuno di queste persone un’esperienza golfistica può essere diversa ogni giorno, condizionata sia dallo stato d’animo di quel momento sia da una condizione fisica che può variare nella prestazione del gesto o nella gestione delle emozioni sul campo.

Tutta questa complessità relazionale ed emozionale tra me ed i miei allievi rende il mio lavoro davvero stimolante, spingendomi a voler migliorare continuamente a 360 gradi ma non solo come allenatore: il Coach del futuro 2.0 infatti deve assolutamente avere delle competenze ed abilità non soltanto in materia golfistica, ma deve saper usare il suo linguaggio in maniera ideale con una comunicazione verbale e non, mirata a tirare fuori il meglio da ogni allievo golfista, in un processo di evoluzione continua.

Alla luce di queste considerazioni, ecco perché voglio parlarvi del metodo che sta alla base del mio insegnamento.

Per prima cosa, mi piace mentalmente dividere la categoria dei golfisti in tre macro generi:

1- Neofita

2- Intermedio

3- Alto livello

In secondo luogo, per ognuna di queste tipologie di giocatore, il processo che sta alla base del mio Golf Coaching sarà diverso e di conseguenza anche il linguaggio sarà appropriato.

1- Con il neofita, che ha da poco intrapreso la sua carriera sul campo da golf, le prime informazioni da dare devono essere molto semplici ma allo stesso tempo efficaci. Personalmente infatti mi piace lavorare sulle basi, soprattutto del grip, con una buona posizione della mano sinistra (la destra per i mancini), per poi creare le prime sensazioni dello swing con il movimento corretto di braccia e polsi.

2- Con il giocatore intermedio si sale di livello ed di conseguenza inizio a parlare dei principi fondamentali che stanno alla base del golf in ogni settore di gioco: insieme a lui cerco di trovare le sue linee di swing corrette e subito dopo riportare la faccia del bastone diritta attraverso l’impatto. Fondamentale lavorare questi aspetti sia sul campo pratica che sul campo vero e proprio.

3- Infine, quando mi confronto con un giocatore di alto livello, sarà fondamentale assecondare la natura del suo corpo con quella del suo swing. Come prima cosa sono necessari alcuni test fisici, molto semplici, ma che aiutano il giocatore a percorrere una strada lontana dagli infortuni, in un processo di lavoro semplice ed efficace. In questo modo inizio a parlare dei movimenti del corpo per sfruttare le sue caratteristiche personali in modo da massimizzare potenza e precisione.

In questo articolo ho cercato di riassumere in maniera sintetica la mia visone, nei prossimi vi parlerò nel dettaglio di ogni macro categoria di golfista.

Per qualsiasi dubbio o maggiore info contattami ,seguimi, commenta questo post e ricorda…

#scopriilgolf ! [ovviamente con Alessio Bruschi 😉]

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