L' APPROCCIO MENTALE ALL' INSEGNAMENTO: LA FINE DELLE FLAPPE E TOP MENTALI ​

L' APPROCCIO MENTALE ALL' INSEGNAMENTO: LA FINE DELLE FLAPPE E TOP MENTALI ​

L’ approccio mentale : in questo articolo di blog dopo aver parlato del colpo in fade e del colpo in draw , due colpi in cui i fondamentali e le idee sono standard per ogni giocatore, questa settimana parliamo di una delle variabili che identifichiamo in ogni giocatore: come la mente e l’ approccio mentale all’ apprendimento influenzano fortemente la prestazione in gara.
In questo articolo voglio portare ai tuoi occhi un aspetto forse banale ma troppe volte sottovalutato quando ci si approccia sia ad insegnare che ad imparare questo gioco.

Troppo spesso, nella mia esperienza, vedo e sento dire frasi del genere: ” certo che Luigi non ha il fisico per fare…” oppure “la signora Paola troppo scoordinata, non è il suo gioco ! “… a mio parere non è così.

Sicuramente se Luigi e Paola si ostinano a fare i soliti movimenti o si ostinano a cercare “qualcosa” che non è dentro di loro… buona fortuna.
Con tutte le informazioni che abbiamo dal web e dai social, senza parlare della quantità di amici / maestri che ci accompagnano nella gara la domenica sempre pronti ad urlarci: “tieni la testa ferma”, e con tutti gli strumenti di analisi che abbiamo a disposizione, le informazioni che ne vengono fuori sono davvero tante… e se fossero troppe? e se il nostro cervello non fosse predisposto ad assimilarle tutte? e se il linguaggio con cui portiamo questa informazione non fosse corretto per Paola? e per Luigi? e per Te?
Credo sia molto più tangibile e concreto far passare il messaggio che, sicuramente a seconda del proprio fisico e delle proprie abilità, ogni persona deve ricercare un proprio swing: ho partecipato a seminari e corsi con i migliori Coach mondiali, ho avuto la fortuna e l’onore di confrontarmi che i più grandi luminari del golf e questo risulta chiaro un pò nella visione di tutti, ognuno con una propria filosofia personale.
Il punto oggi è questo: in che modo la nostra mente recepisce le informazioni che le diamo? con quale linguaggio il Coach deve portare agli occhi dell’ allievo il cambiamento tecnico ? C’è davvero bisogno di un cambiamento tecnico o la tecnica è influenzata da altri aspetti che stanno alla base della natura umana?
Queste domande hanno sicuramente una moltitudine di risposte e forse per pigrizia o paura ci concentriamo su aspetti “comodi” ma che non possono portare migliorie al nostro gioco.
Ti faccio un esempio: se mi stai seguendo nel mio percorso di blogger avrai notato che, per essere sicuro di indicarti la strada migliore, il mio golf coaching mette a disposizione molta della tecnologia che abbiamo oggi sul mercato; bene questi macchinari sono di enorme aiuto per me, ma il modo di far passare il messaggio agli studenti, deve essere filtrato in maniera intelligente grazie ad un aggiornamento continuo del golf a 360 gradi.
Da bambini, quando andavamo a scuola, non tutti eravamo bravi nelle solite materie e non tutti abbiamo effuttato il solito percorso di formazione, ma non è detto che io non potessi scrivere bene anche se il mio amore sono i numeri e la statistica… come far appassionare un ragazzo? quale è il linguaggio corretto per fargli assimilare i concetti? come mettere la signora Paola in una condizione mentale di farla imparare divertendosi?

La risposta a queste domande è alla base del mio golf coaching che mette al centro del processo l’allievo in un ascolto continuo senza mai imporsi.

Il golf sta cambiando, tu sei pronto a migliorare… Seguimi, commenta e ricorda…

#scopriilgolf #scopriilgolf #scopriilgolf [ovviamente con Alessio Bruschi ?]

2 Comments
  1. Sono Flavio, preparatore atletico specializzato in tennis e golf.
    Riguardo a questo articolo consiglio vivamente la lettura del libro “il gioco interiore nel golf” di Timothy Gallwey.
    A me personalmente ha aiutato molto nella pratica di questo bellissimo gioco.
    Flavio

    1. Ciao Flavio, grazie mille per condividere le tue esperienze: è proprio questo lo spirito del blog! Ho conosciuto Timothy Gallwey circa due anni fa ad un suo interessantissimo seminario… sicuramente sapere gestire le “interferenze” (interne ed esterne) è una delle chiavi per rendere al massimo, questo argomento è ampiamente trattato nel mio Golf Coaching. Una cari saluto. Alessio.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *